Il mese di luglio 2014 a Torino visto dalla stazione meteorologica dell’istituto di fisica

Vediamo come si colloca, dal punto di vista climatico, il mese di luglio appena trascorso esaminando i dati della stazione meteorologica ubicata sul tetto dell’istituto di fisica dell’università di Torino.

immagine della collocazione della capannina meteorologica posta sul tetto dell'istituto di fisica dell'università di Torino, contenente una parte della strumentazione.

Immagine della collocazione della capannina meteorologica posta sul tetto dell’istituto di fisica dell’università di Torino, contenente una parte della strumentazione.

Abbiamo deciso di usare un doppio riferimento climatico in questa analisi: gli ultimi dieci anni (2005-2014, periodo che chiameremo decennio recente), in cui, tra l’altro, i dati della stazione sono disponibili sul web, ed il periodo 1981-2014 (detto periodo lungo); in quest’ultimo caso, i dati relativi a temperature minime e massime, ed alla piovosità giornaliera, relativi ai periodi precedenti al 2005, sono stati presi dalla climatologia di Torino.

Nella fase finale, cercheremo di collocare i risultati all’interno degli andamenti relativi all’Europa ed all’intero planisfero.

Temperature minime: il valore medio mensile di 17,3 °C rappresenta il valore inferiore del periodo lungo; il precedente valore minimo medio si registrò nel 1993, con 17,4 °C. L’anomalia rispetto al valor medio del periodo lungo è di -2,3 °C. I 13,0 °C registrati il 9 luglio non rappresentano però il minimo assoluto, che fu invece registrato il 13 luglio 1981 con 11,0 °C, ma il terzo valor minimo.

Temperature massime: il valore medio mensile di 27,3 °C rappresenta il sestultimo valore inferiore del periodo lungo, e l’ultimo valore del decennio recente; il valore minimo delle medie si registrò nel 1981, con 26,5 °C. Tre anni fa, nel 2011, il valor medio fu simile a quello di quest’anno, con 27,5 °C. In ogni caso, l’anomalia rispetto alla media del periodo lungo è di -1,9 °C. I 32,5 °C registrati il 17 luglio, che sono il valore massimo assoluto del mese, sono molto lontani dal valore massimo assoluto di 36,9 °C del 22 luglio 2006.

Temperature medie: con 21,9 °C il mese di luglio 2014 batte il precedente record negativo del luglio 1981, di 22,0 °C. L’anomalia rispetto alla media del periodo lungo è di -2,5 °C. Relativamente a tutti i valori termici, le anomalie superano la dispersione dei dati intorno al valor medio (deviazioni standard comprese tra 1,3 e 1,5 °C): questo significa che, se assumiamo che la distribuzione delle temperature sia normale, la probabilità di accadimento di un evento compreso tra 1 e 2 deviazioni standard sarebbe compresa tra il 3 ed il 16%.

Piovosità: sul tetto dell’istituto sono caduti 151,6 mm di pioggia, valore lievemente superiore a quello di un anno fa (149,8) e massimo assoluto del periodo lungo, ben superiore al valore medio pari a 62,0 mm (anomalia quindi di +89,6 mm, pari al 145% di pioggia in più). Anche in questo caso, l’anomalia supera la deviazione standard dei dati (41,1 mm).

Ci sono stati 14 giorni di pioggia a luglio (nuovo record: il precedente, di 13 giorni, si verificò nel 1981), molti di più rispetto ad un anno fa (8), pur avendo registrato un quantitativo di pioggia simile, che costituiscono il doppio del valor medio di luglio (7 giorni). In sei di questi giorni è stato superato il quantitativo giornaliero di 10 mm (anche questo dato rappresenta un nuovo record che aggiorna il precedente, di 5 giorni, detenuto dal luglio 2011), a fronte di una media di due giorni. Il valore massimo giornaliero è stato di 34,2 mm, lontano dal massimo assoluto di 64,4 del 1° luglio 1987.

In relazione al decennio recente, possiamo notare come soltanto in cinque giorni sia stata registrata una temperatura massima superiore a 30 °C, a fronte di una media di 14 giorni; parallelamente, la temperatura minima ha superato 23 °C soltanto in un caso, a fronte di una media di 4 casi. L’umidità relativa media è stata del 70%, superiore alla media del 62% e valore massimo del decennio recente. La pressione atmosferica media mensile è stata di 1012,7 hPa: pur non battendo il minimo di 1010,9 hPa, registrato nel 2011, rappresenta un valore inferiore alla media (1014 hPa).

In definitiva, i dati registrati presso la stazione dell’istituto di fisica delineano un mese di luglio con temperature molto inferiori non soltanto al decennio più recente, ma anche al periodo lungo preso come riferimento, in particolare per quanto riguarda le minime e le medie giornaliere. Dal punto di vista pluviometrico, l’apporto di pioggia è stato il maggiore del periodo lungo ed ha quasi uguagliato il quantitativo di un anno fa, distribuendolo però su più giorni di pioggia, il numero dei quali è stato di gran lunga superiore alla media in tutte le soglie di precipitazione, come si deduce anche dal valore elevato dell’umidità relativa media e dal valore inferiore alla norma della pressione atmosferica, nonostante le basse temperature.

Vogliamo sottolineare, in questa sede, che l’analisi si riferisce ai valori di una singola stazione, quella dell’istituto di fisica. Mentre, dal punto di vista pluviometrico, non è lecito attendersi differenze clamorose, per quanto riguarda la pioggia, in occasione di precipitazioni a carattere di rovescio o temporale, è possibile che altre stazioni, anche limitrofe, abbiano registrato quantitativi di pioggia sensibilmente differenti: come noto, infatti, la pioggia è una variabile meteorologica che risente firtemente dalla caratterizzazione geografica e orografica del territorio.

Cerchiamo, ora, di vedere come si collocano i valori termici sopra menzionati all’interno del clima a più grande scala.

La distribuzione delle anomalie delle temperature medie a livello del suolo relativa all’Europa nel mese di luglio 2014 evidenzia una grossa area, che ingloba praticamente l’intero Mediterraneo ed i paesi che si affacciano ad esso da nord (dalla penisola iberica fino al bordo occidentale della Turchia) in cui spicca un’anomalia termica negativa, con valori che, sui Pirenei e lungo la nostra penisola, sfiorano e talora eccedono i -2 °C. Al contrario, tutto il resto dell’Europa e gran parte dell’Atlantico settentrionale evidenziano anomalie positive, che culminano sulla Scandinavia settentrionale, in particolare sulla Svezia settentrionale, dove l’anomalia eccede i +6 °C.

anomalia della temperatura media superficiale rispetto al trentennio di riferimento 1981-2010. Dati NOAA/NCEP.

Anomalia della temperatura media superficiale rispetto al trentennio di riferimento 1981-2010. Dati NOAA/NCEP.

A livello planetario, si nota come siano presenti anomalie termiche negative su Alaska, Stati Uniti orientali, Mediterraneo, Kazakhstan, Siberia e Cina centrali (emisfero nord) e Cile, Sudafrica e Namibia, Australia nordoccidentale e Oceania, e su vaste zone dell’Antartide, compensate da valori positivi i cui massimi sono identificabili in Scandinavia e tutta L’Europa tranne le zone mediterranee, in Antartide a sud della terra del fuoco e dell’Australia, in Canada occidentale ed orientale, in Siberia orientale, India, Africa sahariana, Australia occidentale (si noti che, per esaltare le piccole differenze termiche, i colori nelle due mappe precedenti sono stati limitati all’intervallo tra -4 e +4 °C).

anomalia della temperatura media superficiale nel mondo rispetto al trentennio di riferimento 1981-2010. Dati NOAA/NCEP.

Anomalia della temperatura media superficiale nel mondo rispetto al trentennio di riferimento 1981-2010. Dati NOAA/NCEP.

Queste due mappe dimostrano come i valori termici particolarmente bassi registrati praticamente sull’intero territorio nazionale siano ascrivibili ad un pattern a scala continentale che, in questo periodo estivo, penalizza fortemente la regione mediterranea, che è una delle zone nel mondo densamente abitato che ha fatto registrare l’anomalia termica più negativa. Per inciso, si nota anche come, complessivamente, ovvero a scala globale, l’anomalia termica risulti tutt’altro che negativa.

Che cosa ha provocato questa situazione termica? Possiamo farci aiutare dalla mappa della distribuzione dell’altezza di geopotenziale a 500 hPa: esso rappresenta la quota a cui la pressione vale 500 hPa e, come valore grossolano di stima, si può approssimare al livello di 5500 m circa. Le isolinee su queste mappe rappresentano quindi una stima delle isobare ad un ipotetico livello di 5500 m. La mappa mostra, proprio sulla stessa area mediterranea in cui si è registrata l’anomalia termica negativa, un campo decisamente inferiore alla media, così come c’è un’anomalia negativa anche in corrispondenza delle isole Azzorre, zona in cui, abitualmente, d’estate è presente un’area di alta pressione ben strutturata anche in quota. Si nota, invece, un’anomalia gigantesca sulla Scandinavia.

anomalia dell'altezza di geopotenziale a 500 hPa nel mondo rispetto al trentennio di riferimento 1981-2010. Dati NOAA/NCEP.

Anomalia dell’altezza di geopotenziale a 500 hPa nel mondo rispetto al trentennio di riferimento 1981-2010. Dati NOAA/NCEP.

L’alterazione di questi sistemi barici provoca una rimodellazione di tutto il sistema di correnti a scala sinottica e addirittura planetaria, il cui effetto è l’arrivo fin sul Mediterraneo dei sistemi perturbati atlantici. Vediamo infatti la distribuzione media delle correnti in quota in questo mese di luglio, confrontandola con la media climatica.

Di norma, a luglio il ramo principale delle correnti più intense emerge dal nordamerica e si dirige, in direzione ENE, verso le isole britanniche e l’Europa centrosettentrionale, spingendo in tali zone i sistemi perturbati; l’Europa meridionale ed il Mediterraneo occidentale sono interessate solo di striscio da un ramo secondario di tali correnti, in direzione ESE.

andamento medio delle correnti a 500 hPa nel mondo riferito al trentennio di riferimento 1981-2010. Dati NOAA/NCEP.

Andamento medio delle correnti a 500 hPa nel mondo riferito al trentennio di riferimento 1981-2010. Dati NOAA/NCEP.

In questo mese di luglio, invece, il ramo principale delle correnti si è diviso in due parti al largo delle isole britanniche: il ramo più robusto ha circumnavigato la Scandinavia per poi ritornare quasi da N sul Kazakhstan , mentre l’altro ramo, anch’esso intenso, si è diretto sul Mediterraneo, attraversando la penisola iberica e rinforzandosi (probabilmente per motivi orografici) proprio sul Mediterraneo occidentale.

andamento delle correnti a 500 hPa nel mondo nel mese di luglio 2014.  Dati NOAA/NCEP.

Andamento delle correnti a 500 hPa nel mondo nel mese di luglio 2014. Dati NOAA/NCEP.

L’intero anello di flussi occidentali che, alle medie latitudini, circonda l’emisfero nord (e che può essere ascritto alle note correnti di Rossby) appare molto meno intenso e più ondulato del solito, di modo che le onde di Rossby risultano molto più ampie di quanto normalmente non succeda a luglio. Notiamo, per inciso, che anche nell’emisfero sud le correnti sull’oceano indiano risultano nettamente meno intense del solito, pur mantenendo la loro struttura e direzione.

Queste mappe mostrano chiaramente come la circolazione a grande scala abbia assunto caratteristiche anomale nel passato mese di luglio, con deviazioni più vistose proprio sulla zona atlantica e dell’Europa, con conseguenti ripercussioni sui valori termici e sulla piovosità.

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